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E’ una sfida a tutto cloud quella tra Amazon e Google.
AWS, la nuvola di Jeff Bezos che da sola vale il 60% degli utili operativi del gruppo, ha annunciato che porterà i propri datacenter in Italia. Google è pronta al rilancio con un investimento di 900 milioni

Gli analisti di tutto il mondo concordano nel considerare il Cloud come una nuova generazione di business technology.

“E’ l’insieme di Big Data, reti Social e mobilità. La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale sta trainando la crescita. I server sono sempre più costruiti per questi colossi del Cloud”. (Gartner)

I colossi del cloud hanno accettato la sfida è stanno giocando la partita a colpi di byte.

Amazon è leader indiscusso nel settore. Sicuramente parte del suo dominio è dovuto al fatto che sia stata la prima a muoversi in questo ambito, introducendo nel 2006 il suo prodotto Cloud Amazon Web Services e inventando di fatto il termine Infrastructure as a service. Da allora la società fondata da Jeff Bezos è in continua evoluzione: ha annunciato l’apertura di una regione Aws in Italia (raggiungendo la quota di 19 paesi nel mondo) con almeno 900mila server e di essere pronta ad assumere 1.600 persone a tempo indeterminato entro fine 2020. Quasi un miracolo in tempi di pandemia.

Google è comparsa nel mercato cloud solo un anno dopo, nel 2007, ma ha introdotto un servizio che più che altro poteva essere definito Platform as a Service. Microsoft ha lanciato la sua Azure nel 2008 con un obiettivo simile. Il servizio di Amazon, però, diventava sempre più uno standard per le start-up. Così Google ha iniziato nel corso degli anni ad offrire più servizi legati allo storage e alla potenza di calcolo e circa un paio di anni fa ha riunito tutti questi servizi in Google Cloud Platform.

Attualmente Google sembra sia in ritardo rispetto ai giochi, ma non può permettersi di restare indietro. Per questo, ha già annunciato la sua strategia: velocità delle reti, prezzi più competitivi e intelligenza artificiale. Ma il suo vero punto forza risiede nella sicurezza e conformità nei requisiti richiesti dalle imprese. L’azienda, infatti, è da sempre user-oriented e pertanto è in grado di percepire con semplicità le richieste degli utenti.

Basterà a Google per guadagnare la leadership? Per saperlo non resta che attendere e tenere gli occhi ben saldi sui nuovi sviluppi dei tre colossi del cloud computing.